Bitcoin supera i 20 milioni emessi, resta solo l’ultimo milione

Article

9 marzo 2026 - Staff

Il 9 marzo 2026 l’emissione di bitcoin supera la soglia dei 20 milioni di unità. Il 95% dell’offerta massima è ormai stato emesso, ma per completare l’ultimo milione servirà più di un secolo.

Con il blocco numero 940.000, la blockchain di Bitcoin raggiunge i 20 milioni di bitcoin emessi su un massimo di 21 milioni previsti dal protocollo. La soglia viene raggiunta il 9 marzo 2026, durante la quinta era Bitcoin: ogni 210.000 blocchi, circa quattro anni, l’emissione per blocco si dimezza (halving) entrando in una nuova era. Con il quarto halving, avvenuto nell’aprile 2024, l’emissione è scesa a 3,125 bitcoin per blocco dai 50 iniziali del 2009.

Poiché un blocco viene prodotto mediamente ogni 10 minuti, in questa quinta era vengono immessi sul mercato circa 450 nuovi bitcoin al giorno. Ai prezzi correnti, si tratta di un flusso nell’ordine di decine di miliardi di dollari l’anno, destinato a remunerare i miner, cioè gli operatori che finalizzano i blocchi di transazioni e contribuiscono alla sicurezza della rete. Dopo il prossimo halving, previsto nel 2028, la nuova emissione giornaliera scenderà a circa 225 bitcoin al giorno. Finora, la crescita del livello di prezzo di bitcoin ha più che compensato l’effetto del dimezzamento rendendo il mining un’attività sempre più remunerativa.

Il rallentamento progressivo è l’aspetto più distintivo del meccanismo di emissione: per questo l’ultimo dei 21 milioni previsti impiegherà circa 114 anni ad essere emesso. Un bitcoin è infatti divisibile in 100 milioni di unità, chiamate satoshi in omaggio a Satoshi Nakamoto, l’inventore del protocollo: la ricompensa per blocco si dimezza fino a ridursi a un satoshi dopo il 32° halving, per poi azzerarsi del tutto dopo il 33° halving.

Emissione bitcoin

Più che una celebrazione, quella dei 20 milioni è una verifica strutturale: a oltre quindici anni dalla sua nascita, bitcoin continua a seguire esattamente la traiettoria di emissione prevista dal protocollo, senza dipendere da decisioni discrezionali.

A rafforzare ulteriormente questa scarsità contribuisce un altro fattore: secondo le stime di Chainalysis, tra 2,3 e 3,7 milioni di bitcoin sono stati persi, sono cioè associati a indirizzi le cui chiavi private sono definitivamente perdute. La quantità effettivamente disponibile sul mercato sarebbe quindi significativamente inferiore ai 20 milioni emessi.

La riduzione della nuova emissione non impedisce comunque agli investitori di costruire nel tempo un’esposizione a bitcoin. In un contesto di crescente scarsità e forte volatilità dei prezzi, attraverso acquisti periodici e importi costanti, un piano di accumulo può mitigare i rischi coerentemente con una prospettiva di lungo periodo.

Come osserva Ferdinando Ametrano, Amministratore Delegato di CheckSig: “Il rallentamento progressivo dell’emissione di bitcoin richiama la progressiva scarsità estrattiva dell’oro. L’oro estratto ogni anno è marginalmente trascurabile rispetto a quello già estratto nella storia umana. Lo stesso vale per bitcoin, bene scarso per eccellenza in ambito digitale, che anche per questo rafforza il suo ruolo di equivalente digitale dell’oro. E gli investitori mostrano di avere un crescente appetito per oro e bitcoin”.

Se il ventimilionesimo bitcoin segna una tappa storica nella traiettoria del protocollo e il ventunesimo resta un traguardo lontano, la comprensione dei fondamentali di Bitcoin resta sempre il vero punto di partenza per gli investitori.

Clear logo
X logo Facebook logo Linkedin logo Youtube logo Instagram logo Buzzsprout logo E-mail logo