MiCAR: il regolamento europeo che disciplina il mercato cripto

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26 marzo 2026 - Staff

Dalla tutela degli investitori alla disciplina dei servizi cripto: cosa cambia con la nuova regolamentazione europea

Il settore delle cripto-attività in Europa sta attraversando una fase di progressiva istituzionalizzazione. Al centro di questa trasformazione c’è MiCA, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets), spesso indicato anche come MiCAR per evidenziarne la natura di regolamento. Si tratta del quadro normativo con cui l’Unione Europea disciplina in modo uniforme emissione, offerta al pubblico e prestazione di servizi relativi alle cripto-attività.

Cos’è MiCAR

MiCA è un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, volto a disciplinare emissione, offerta al pubblico e prestazione di servizi legati alle cripto-attività. È stato approvato dal Parlamento europeo nell’aprile 2023 e dal Consiglio dell’Unione europea nel maggio dello stesso anno.

Il regolamento nasce dall’esigenza di superare la frammentazione normativa nazionale, favorire l’innovazione e la competitività, garantendo al tempo stesso un livello elevato di tutela per investitori e consumatori. In equilibrio tra sviluppo tecnologico e protezione del mercato, vuole creare un ambiente regolamentare chiaro, capace di attrarre operatori professionali e capitali istituzionali.

In cosa consiste e cosa prevede

Sul mercato primario, dal 30 giugno 2024 MiCAR disciplina in particolare gli asset-referenced token (ART) e gli e-money token (EMT), categorie nelle quali rientrano molte stablecoin, ossia cripto-attività il cui valore è ancorato a valute o altri beni di riferimento. Il regolamento impone agli emittenti obblighi informativi, requisiti organizzativi, presidi di governance e, nei casi previsti, specifici obblighi in materia di riserve e vigilanza.

In concreto, il nuovo quadro ha escluso dal mercato dell’UE stablecoin come Tether (USDT) e PAXGOLD, non conformi a tali requisiti, lasciando Circle (USDC) come unica stablecoin di rilievo oggi disponibile nell’Unione.

Sul mercato secondario, dal 30 dicembre 2024 si applica il regime autorizzativo per i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP, Crypto-Asset Service Providers), con requisiti in materia di organizzazione, patrimonio, sicurezza, gestione dei conflitti di interesse e tutela dei clienti.

Quali servizi cripto sono regolamentati

I servizi per cripto-attività regolamentati sono:

  • la custodia per conto della clientela;
  • l’operatività e gestione di piattaforme di trading;
  • i servizi di conversione tra cripto-attività e valute tradizionali o tra cripto-attività;
  • l’esecuzione di ordini su cripto-attività per conto degli investitori;
  • l’attività di collocamento sul mercato;
  • la consulenza in materia di investimenti.

Il regolamento disciplina di fatto le attività che più si avvicinano ai servizi di intermediazione finanziaria tradizionale, garantendo standard uniformi di affidabilità operativa e tutela degli investitori.

In questo modo MiCAR non si limita a introdurre nuove regole, ma definisce i confini entro cui il settore cripto può evolvere all’interno della finanza regolamentata europea, tracciando una linea di continuità tra innovazione digitale e stabilità del sistema economico.

MiCAR non copre i temi fiscali

MiCAR non disciplina gli aspetti fiscali, che restano di competenza dei singoli Stati membri. In Italia, questo significa che continuano a rilevare, tra gli altri, i temi dell’imposta di bollo sulle cripto-attività e del ruolo del sostituto d’imposta per la tassazione delle plusvalenze.

L’imposta di bollo (ad oggi 0,2% annuale) deve essere riscossa dagli intermediari, altrimenti i risparmiatori devono autonomamente pagare l’equivalente tassa sul valore delle cripto-attività in fase di dichiarazione dei redditi. La riscossione dell’imposta di bollo è un obbligo per i CASP dal 2023, ma il livello di adeguamento del mercato appare ancora disomogeneo, con conseguente trasferimento di oneri e complessità operative sui clienti.

Ancor più rilevante è il tema del sostituto d’imposta, sebbene questo sia un’opportunità e non un obbligo per i CASP. Sono purtroppo pochissimi quelli che svolgono questo ruolo in Italia, riscuotendo quindi le imposte sulle plusvalenze per i loro clienti, a causa degli oneri operativi e di compliance tutt’altro che trascurabili; CheckSig è stata la prima ed è, a oggi, l’unica tra gli operatori nazionali e internazionali rilevanti.

L’applicazione in Italia

In Italia, l’applicazione di MiCAR richiede il coordinamento con il quadro normativo nazionale e l’operatività delle autorità competenti, in particolare Banca d’Italia e CONSOB, cui spettano funzioni di vigilanza e autorizzazione.

MiCAR supera di fatto il precedente assetto fondato sul registro OAM dei VASP, sostituendolo con un regime autorizzativo armonizzato a livello europeo. Per gli operatori già attivi è previsto un regime transitorio fino al 30 giugno 2026, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa applicabile.

A marzo 2026 l’Italia non ha ancora rilasciato autorizzazioni MiCAR, mentre nel resto dell’Unione se ne contano già oltre 200, anche in Paesi come Germania, Francia, Austria e Paesi Bassi. È un ritardo grave, che indebolisce la tutela dei risparmiatori e penalizza gli operatori italiani più seri.

Su questo stallo ha pesato la posizione dell’ex presidente Consob Paolo Savona, andato in pensione l’8 marzo, che aveva pubblicamente evocato una propria “obiezione di coscienza” sul rilascio delle licenze: un atteggiamento che ha sollevato interrogativi sulla coerenza dell’orientamento dell’Autorità rispetto al quadro normativo europeo.

Qual è l’impatto e perché è importante

MiCAR segna l’ingresso definitivo del settore cripto europeo nell’età della regolazione. Dopo anni di asimmetrie, incertezze e scorciatoie, il mercato viene ricondotto dentro un perimetro comune di regole, controlli e responsabilità.

La posta in gioco è semplice: separare gli operatori solidi da quelli improvvisati, rafforzare la tutela degli investitori e rendere il mercato europeo finalmente credibile anche agli occhi del capitale istituzionale. È per questo che MiCAR conta, ed è per questo che il ritardo italiano pesa.

Scarica il comunicato stampa

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