15 aprile 2026 - Staff
Nata come piattaforma per scommettere su qualsiasi evento, Polymarket è diventata in pochi anni un’infrastruttura informativa da miliardi di dollari, osservata da operatori finanziari, investitori istituzionali e governi. Ma tra previsioni collettive, rischio di manipolazione e mercati sui conflitti armati, il confine tra utilità e pericolo è sottile.
Polymarket è una piattaforma globale di prediction market basata su cripto-attività, con sede a Manhattan. Consente agli utenti di prendere posizione sull’esito di eventi futuri: elezioni, dati macroeconomici, decisioni regolatorie, eventi sportivi, sviluppi geopolitici. È stata fondata nel 2020 da Shayne Coplan, allora ventunenne studente della New York University.
Il funzionamento è lineare. Ogni evento è un mercato binario (“Sì” o “No”) con quote in centesimi di dollaro: se un esito è scambiato a 0,65, il mercato attribuisce una probabilità del 65%. Acquistare 100 quote a quel prezzo significa investire 65 unità di collaterale, che diventano 100 se l’evento si verifica, zero altrimenti. Non esiste una controparte centrale: le quote sono scambiate tra utenti tramite smart contract su Polygon, che custodiscono i fondi ed eseguono automaticamente i pagamenti.
Un elemento spesso trascurato è la determinazione dell’esito. Polymarket si affida a UMA (Universal Market Access), un protocollo che porta dati dal mondo reale sulla blockchain in modo verificabile e contestabile: chiunque ritenga errata una risoluzione può aprire una disputa depositando una garanzia economica, e il risultato finale viene determinato tramite voto decentralizzato.
Il modello riduce la dipendenza da un’autorità centrale, ma non elimina l’ambiguità: trasformare la realtà in un dato binario richiede sempre una semplificazione.
Nel 2024 il volume cumulato ha superato i 9 miliardi di dollari, con un picco mensile di 2,63 miliardi a novembre. I trader attivi hanno raggiunto 314.500 a dicembre, mentre l’open interest ha toccato 510 milioni durante le elezioni americane. Sulla sola corsa presidenziale tra Trump e Harris sono transitati oltre 3,3 miliardi. Nel 2025 il settore ha raggiunto i 44 miliardi, con Polymarket e Kalshi a rappresentare la parte prevalente.
La crescita ha attirato capitali istituzionali di primo piano: nel 2024 Founders Fund di Peter Thiel e Vitalik Buterin tra gli altri, e nell’ottobre 2025 Intercontinental Exchange - la società madre del NYSE - con 2 miliardi di dollari, valutando la piattaforma 9 miliardi. Al di là dei numeri, ciò che conta è il significato di questa traiettoria: Polymarket non è più percepita soltanto come una piattaforma di scommesse, ma come un’infrastruttura capace di generare segnali osservati da operatori finanziari e analisti.
La risposta sta nella qualità dell’informazione prodotta. Polymarket non raccoglie opinioni: aggrega aspettative espresse attraverso capitale reale. Chi rischia denaro proprio tende a essere più disciplinato di chi risponde a un sondaggio, e il prezzo aggrega rapidamente informazioni disperse, percezioni e incentivi di migliaia di partecipanti.
Questo valore però non è distribuito uniformemente. Molti contribuiscono alla formazione del prezzo, ma la capacità di interpretarlo e monetizzarlo resta concentrata. Un prediction market non sostituisce l’analisi professionale: può integrarla, soprattutto per capire come il consenso stia evolvendo. Il segnale è collettivo nella forma, ma spesso asimmetrico nella sostanza.
La rilevanza informativa di Polymarket non deve essere confusa con neutralità o affidabilità automatica. È utile distinguere tre problemi distinti:
A questo si aggiunge un effetto meno ovvio: in mercati liquidi e osservati, il segnale di Polymarket può diventare autoavverante, orientando i comportamenti degli operatori verso l’esito segnalato.
Il meccanismo funziona soprattutto dove le aspettative influenzano gli esiti - politica, mercati finanziari - ed è invece assente dove gli eventi sono indipendenti dal sentiment. Un esempio è il conclave del 2025: senza alcuna leva da parte degli scommettitori, il prezzo riflette prevalentemente speculazione, con valore predittivo limitato.
Un episodio emblematico riguarda le elezioni americane del 2024. Secondo il Wall Street Journal, i movimenti favorevoli a Trump sarebbero stati generati da soli quattro scommettitori con circa 30 milioni in posizioni, riconducibili - secondo analisi on-chain - alla stessa entità. Polymarket ha poi confermato che si trattava di un singolo trader francese, che ha realizzato 85 milioni dopo la vittoria di Trump. Il caso non dimostra una manipolazione illecita, ma mostra che anche quando tutto è visibile on-chain, il mercato può essere guidato da pochi e apparire più “corale” di quanto non sia.
La funzione informativa di Polymarket diventa ancora più controversa quando riguarda conflitti armati. In questi ambiti il problema non è solo se il mercato anticipi correttamente un esito, ma quali incentivi crei per chi detiene informazioni sensibili.
Secondo ricostruzioni di stampa, alcuni membri dell’Aeronautica militare israeliana sarebbero stati interrogati o rinviati a giudizio per aver scommesso su Polymarket riguardo ai tempi di attacchi all’Iran durante la cosiddetta “Guerra dei Dodici Giorni” del 2025. Uno degli ufficiali avrebbe trasmesso informazioni classificate a un collega per ottenere profitti rilevanti. Durante l’interrogatorio avrebbe dichiarato: “tutto lo squadrone è su Polymarket, tutta l’aeronautica scommette.”
Il punto è generale: quando un mercato remunera la previsione di eventi militarmente sensibili, segreti e decisioni di sicurezza nazionale rischiano di trasformarsi in occasioni di profitto.
Ad aprile 2026 Polymarket ha annunciato il suo più grande aggiornamento infrastrutturale: nuovo motore di trading, nuovi smart contract e un nuovo collaterale denominato Polymarket USD, ancorato 1:1 a USDC nativo emesso da Circle - sostituendo USDC.e, la versione bridged su Polygon, con i relativi costi e vulnerabilità. Il token di governance POLY è stato confermato nell’ottobre 2025, ma non ha ancora una data ufficiale.
Sul piano regolatorio, dopo l’accordo con la CFTC nel 2022, Polymarket ha limitato l’accesso negli Stati Uniti fino al 2025. In Europa diversi paesi hanno adottato misure restrittive: Svizzera, Francia, Polonia, Singapore, Belgio. Il caso italiano è significativo: alla fine del 2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto l’oscuramento del sito; successivamente la piattaforma è tornata tecnicamente accessibile, ma le funzionalità di trading restano di fatto non disponibili per gli utenti italiani.
Questo duplice livello riflette una difficoltà più generale: i modelli regolatori esistenti faticano a inquadrare uno strumento che è al tempo stesso piattaforma di scommesse, mercato finanziario e infrastruttura informativa globale.
Polymarket non è riducibile né a un semplice sito di scommesse né a un puro strumento di intelligenza collettiva. È un sistema in cui aspettative, capitale e tecnologia si intrecciano, producendo al tempo stesso valore informativo e nuove forme di rischio.
La sua forza è trasformare aspettative diffuse in prezzi osservabili; la sua fragilità è che quei prezzi possono essere interpretati come segnali oggettivi anche quando riflettono concentrazione, asimmetrie informative o incentivi distorsivi.
La questione, in definitiva, non è se Polymarket funzioni, ma in quali condizioni produca informazione utile - e in quali, invece, contribuisca a distorcerla.