Bitcoin: il 2026 parte con una correzione ma i fondamentali restano solidi

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16 aprile 2026 - Staff

Il primo trimestre del 2026 conferma la fase di correzione dell’ecosistema. Il ritracciamento del prezzo, la volatilità decrescente e la bassa correlazione con le asset class tradizionali rappresentano un’interessante opportunità di investimento e diversificazione di portafoglio.

Milano, 16 aprile 2026 – Il Digital Gold Institute, ufficio studi di CheckSig e principale think tank europeo specializzato in Bitcoin, crypto-asset e blockchain, ha pubblicato la ventinovesima edizione del suo report trimestrale sull’ecosistema cripto.

Bitcoin sotto pressione

Bitcoin ha chiuso il Q1 in calo del 24%, secondo trimestre consecutivo con segno negativo.

Questa correzione non compromette i fondamentali del settore che continua a mantenere elevati livelli di operatività e liquidità, con volumi di negoziazione prossimi ai massimi storici; anche i livelli complessivi di ETF e derivati si mantengono su valori elevati, a conferma di un interesse degli investitori ancora solido e diffuso. La fase in corso appare quindi come una presa di beneficio e riallocazione del capitale più che una contrazione strutturale del settore.

Drawdown limitato: il segnale di un mercato maturo

In questo contesto, è un segnale rilevante l’evoluzione dei drawdown di Bitcoin, ossia delle perdite rispetto ai precedenti massimi storici. I ribassi sono meno profondi rispetto al passato, segno di un rafforzamento della struttura di mercato e della presenza di investitori con orizzonte di lungo periodo.

Drawdown Bitcoin

Bitcoin resta centrale nella costruzione di portafoglio

Dal punto di vista della costruzione di portafoglio, il trimestre non ha modificato le dinamiche di correlazione. La correlazione contenuta delle asset class tradizionali con Bitcoin ne rafforza il ruolo di strumento efficace per la diversificazione dei portafogli multi-asset.

Correlazione Bitcoin con le asset class tradizionali

Bitcoin si conferma un investimento strategico, capace di offrire valore aggiunto a chi desidera migliorare il profilo rischio/rendimento del portafoglio, mantenendo un elevato potenziale di crescita con una volatilità in linea con quella dei cosiddetti Magnificent 7.

Volatilità di Bitcoin a confronto con i Magnificent 7

Secondo Ferdinando Ametrano, amministratore delegato di CheckSig, ”il ritracciamento dei prezzi, collegato a volatilità decrescente e bassa correlazione, rappresenta una straordinaria opportunità per gli investitori che cercano diversificazione e efficienza allocativa“.

Altcoin in difficoltà e con scarso appeal di diversificazione

Il primo trimestre del 2026 ha confermato la forte correzione con Bitcoin di tutto il mercato delle cripto-attività. Bitcoin conferma una maggiore resilienza rispetto alle principali altcoin, che hanno evidenziato ribassi più marcati: Ether ha perso il 32%, Solana il 34% e Ripple il 29%.

Bitcoin continua a dominare il mercato cripto, con una capitalizzazione pari al 60% del mercato totale. Inoltre, le principali cripto-attività continuano a muoversi in linea con Bitcoin, confermando limitati benefici di diversificazione all’interno del comparto,

Regolamentazione europea: cresce il numero di licenze MiCA, Italia in ritardo

Sul piano regolamentare, al 31 marzo 2026 risultano rilasciate 182 licenze MiCA, con una marcata concentrazione nei principali Paesi dell’Unione Europea, dove Germania, Paesi Bassi e Francia coprono circa il 50% del totale. Il dato evidenzia il progressivo consolidamento del settore cripto all’interno del perimetro finanziario regolamentato.

L’Italia resta invece indietro, risultando l’unica grande economia europea a non aver ancora avviato il rilascio delle licenze. In questo contesto, il cambio ai vertici della Consob potrebbe aprire una nuova fase per un settore finora penalizzato dall’approccio negativo dell’autorità di vigilanza.

Bitcoin e oro: due asset contro l’inflazione

La sessione si è conclusa con l’intervento di Daniele Bernardi, amministratore delegato di Diaman Partners, con un intervento su oro e Bitcoin come protezione dall’eventuale aumento dell’inflazione.

Secondo Bernardi, in uno scenario inflazionistico, quale asset scegliere tra oro e Bitcoin è la domanda sbagliata da porsi poiché l’oro copre il rischio azionario, mentre Bitcoin copre il rischio obbligazionario. Insieme, con un’allocazione che si adatta dinamicamente al contesto di mercato, diventano qualcosa di più: un framework di protezione del capitale che i portafogli tradizionali non offrono.

Il prossimo appuntamento con il report del Digital Gold Institute sarà a luglio 2026.

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