18 settembre 2026 - Staff
Lo staking protocollare su Ether e Solana viene spesso descritto come una rendita passiva, ma è qualcosa di più preciso: la remunerazione riconosciuta a chi contribuisce a mantenere in funzione una blockchain Proof-of-Stake. Capire come nasce quel rendimento e perché differisce tra le due reti è il primo passo per valutarlo con criterio.
Nelle reti Proof-of-Stake l’aggiornamento della blockchain non richiede la potenza di calcolo del mining, ma un impegno di garanzia. Chi partecipa dà in pegno una quantità della stessa cripto, a dimostrazione dell’onestà con cui svolgerà il lavoro di validazione. Più alta è la garanzia, maggiore è il coinvolgimento nella rete e la retribuzione corrispondente.
La logica è punitiva, non preventiva: un comportamento scorretto può comportare la confisca di parte del collaterale. È qui che lo staking protocollare si distingue nettamente dalla semplice detenzione. Il rendimento non è un interesse concesso da un intermediario, ma il compenso per un servizio reso al protocollo, che allo stesso tempo ne rafforza la sicurezza.
Sulla carta, Solana appare più generosa. Il rendimento nominale oscilla intorno al 6-8% annuo, contro il 3-4% di Ether. Ma il dato nominale racconta solo metà della storia.
Solana emette nuovi token a un ritmo ancora elevato, vicino al 5-6% l’anno, in calo progressivo verso una soglia di lungo periodo dell’1,5%. Al netto di questa diluizione, il rendimento reale si assottiglia sensibilmente. Ether segue una logica opposta: emissione contenuta, intorno all’1%, e un rendimento nominale più basso che tuttavia si traduce in un rendimento reale spesso comparabile o superiore.
Il confronto tra le due reti mostra così due modelli economici distinti.
Restano poi differenze operative rilevanti. Ether richiede 32 ETH per attivare un validatore, un ostacolo che la soluzione del servizio di staking di CheckSig supera aggregando i fondi di più clienti; Solana non prevede un importo minimo di SOL e ad oggi non applica penalità di slashing a livello di protocollo.
Letto in questa prospettiva, lo staking protocollare aiuta a preservare la propria posizione sulla rete. Con l’emissione di nuovi token, chi detiene Ether o Solana senza fare staking tende a vedere diluita nel tempo la propria quota; partecipando, quel valore viene recuperato almeno in parte.
Sono dettagli tecnici, ma incidono sul profilo di rischio e sulla liquidità. La domanda, allora, non è soltanto quanto rende lo staking o come funziona, ma quale rete remunera in modo più sostenibile il lavoro di chi la sostiene.
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